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venerdì 1 luglio 2011 motoGP, gare

Ultima chiamata per Rossi al Mugello

Valentino RossiSul circuito preferito Vale cerca il feeling mai nato con la Ducati. Qui è stata costruita la nuova versione della Desmo16.

 

Ultima chiamata Mugello. Pilota italiano su moto italiano in Gp italiano. Un trionfo di nazionalismo, anche se di trionfale sin qui c’è poco e Valentino Rossi non è l’unico idolo di casa. Andrea Dovizioso è terzo in classifica, ma non fa notizia.

Marco Simoncelli si sta laureando come Centauro-Interrotto, straripante in prova e sfasciatutto in gara. E Loris Capirossi, che al Mugello non era mai mancato, sarà assente per le due costole fratturate ad Assen. A dire il vero, però, Loris è assente da anni: solo che nessuno ha avuto il coraggio di dirglielo.

Lo zoom resta su di lui, il Rossi in Rosso. Molto più che su Dani Pedrosa, al rientro dopo l’infortunio di Le Mans, tuttora circondato da dubbi fisici e psicologici (reggerà il suo fisico tascabile?). E soprattutto per nulla disposto a perdonare Simoncelli, che tanti guai gli ha causato. Per Valentino è quasi un ultimo appello. Il Mugello è il gran premio più importante di una stagione che doveva essere trionfale, almeno secondo la grancassa mediatica, e che invece si sta rivelando deludente. Le memorie positive (9 vittorie) sono superiori a quelle negative (la frattura di tibia e perone un anno fa). È uno dei suoi circuiti preferiti. Così anche per la Ducati. Qui è stata evoluta la nuova moto, la Gp12 1000cc fatta esordire in tutta fretta (con il nome farlocco di Gp11.1) sette giorni fa in Olanda con la cilindrata ridotta a 800.

La Ducati ha dimostrato di mascherare i molti problemi sul bagnato, più che sull’ asciutto, e domenica al Mugello difficilmente pioverà. Non un bene, per il Dottore. Al tempo stesso, Rossi è l’unico ad avere provato il nuovo asfalto nelle settimane scorse, durante quei test con la 1000 che costituirebbero per alcuni un’infrazione regolamentare.

Decidendo di anticipare l’utilizzo della Gp12, la Ducati ha ammesso che il progetto Gp11 non aveva soltanto esaurito il suo potenziale: era sbagliato. Il feeling con Rossi non è mai nato e solo Stoner aveva saputo gestire quel bolide così riottoso. Il varo della Gp11.1 è una mossa dettata da coraggio, incoscienza e disperazione. Significa preferire una moto neonata, che «imparerà» in corso d’opera, a un mezzo perfettibile ma - con Casey - assai performante. Se Valentino ha gioco facile nel ripetere che ci vorrà tempo, è innegabile che al Mugello tutti aspettino un picco. Non per il Mondiale, probabilmente già andato, ma per una serie di motivi: confermare la bontà della Gp12, calmare l’ambiente, esaltare i tifosi, salvare parzialmente l’annata. Se anche la nuova Ducati si rivelasse deficitaria, per giunta nel circuito in cui è nata, significherebbe buttare non solo questa stagione ma la prossima: quella, ovvero, a cui da mesi Ducati e Rossi pensano veramente.

L’ambiente appare sfibrato. Gli uomini in rosso di Borgo Panigale dispensano sorrisi, ma il nervosismo è tanto legittimo quanto evidente. Da giorni si parla di una frattura rancorosa tra Team Rossi e uomini storici Ducati, all’interno di uno scaricabarile atto a individuare i reali colpevoli dello sconfortante gap con Honda e Yamaha. Si parla di un Jeremy Burgess sulla graticola, e proprio lo storico capo ingegnere al Mugello non c’è (problema familiare). A Tavullia si è scomodato persino il sindaco Bruno del Moro per rispondere all’appello del magazine 7x4 Marche, che ha esortato la plebe a non lasciare solo l’illustre compaesano nel momento di difficoltà. Il Club Ferraristi del Montefeltro Pesaro-Urbino, domenica mattina invaderà Tavullia con 40 Ferrari: in segno di solidarietà valentinorossiana.

Tira aria di ultima spiaggia, anzi vallata, essendo lo scenario il Mugello e non Misano Adriatico. Brezza che piace a Stoner, ormai aduso a togliersi sassolini dalle scarpe come se grandinasse. Dice che in Ducati pensano alle apparenze e non alle gare, che Valentino è andato a Borgo Panigale solo perché lui ha lasciato libero il posto ma fin qui ha fatto felici giusto gli sponsor. Parla come uno spavaldo compiaciuto e vendicativo, ma in tutta onestà non sembra aprire bocca troppo a caso.

fonte: lastampa.it


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